Vietnam - Il popolo gentile by G. Meroni

Tutti ne hanno sempre sentito parlare perché c’è stata la “Guerra del Vietnam” ma nessuno ha mai osservato da vicino quello che questo paese ha da offrire. Forse è proprio questa non conoscenza che ha fatto scattare in noi la voglia di mettere lo zaino in spalla e partire per scoprire questa nazione e il suo popolo, attraversando il paese da nord a Sud, dalla nuova capitale Hanoi a quella vecchia Saigon, oggi chiamata Ho Chi Minh City in onore del rivoluzionario Vietnamita.

L’impatto con il paese è stupefacente. Un caldo umido quasi insopportabile, un traffico spaventoso e il rumore dei clacson che ti accompagna in ogni tragitto.
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Giro di Boa - #NamibiaOnTheRoad by G. Meroni

Siamo a Walvis Bay, giro di boa del nostro tour fotografico di quest'anno...Come mai a Walsvis Bay e non a Solitaire come da programma? Beh...dopo 6 giorni di tour in cui  abbiamo macinato in media 400km al giorno su strade sterrate, stamattina abbiamo deciso che la tappa prevista Sossusvlei-Solitaire, di soli 80km, era troppo corta!

Abbiamo quindi deciso di allungare di altri 230km fino a giungere a Walvis Bay, località sulla costa, famosa per i numerosi fenicotteri e pellicani che popolano la laguna. 

Nei precedenti 2000km che abbiamo percorso, abbiamo visitato tutte le località previste dal nostro programma e la Namibia si è rivelata proprio come ce l'aspettavamo, forse anche meglio! Immensa, piena di contrasti e spunti paesaggistici. Purtroppo i chilometri da percorrere sono molti e le ore in cui si può guidare sono solo quelle diurne e quindi è molto difficile programmare gli spostamenti per essere presenti sempre all'ora giusta e nel posto giusto.  Qualcosa purtrppo ci è scappato, qualcosa invece ci è stato proprio impossibile, come ad esempio il tramonto nella Deadvlei per via delle regole vigenti nel parco.

In ogni caso non ci stiamo facendo mancare nulla, ci alziamo presto la mattina e corriamo sempre da uno spot all'altro portandoci tutta la nostra attrezzatura a bordo della ormai fidatissima Dahiatsu Terios, un vero piccolo portento :) 

Le nostre macchine fotografiche sono messe a dura prova, la sabbia e la terra arida sanno come aggredire tutto il corredo. Non ci facciamo troppi problemi però, solo così si può sperare di portare a casa qualche scatto.

Anche il nuovissimo rail di Shootools che abbiamo aggiunto al nostro corredo si sta comportando egregiamente, sia per i timelapse che per le carrellate video... 

Speriamo ora di continuare così e concludere questo magnifico viaggio che, con tutte le peripezie che finora abbiamo vissuto, ci sta regalando momenti unici, attimi ed emozioni che racconteremo nel video che stiamo realizzando.

A presto, stay tuned

 

 

Namibia on the road by Matteo Maggioni

Dopo un anno di studi e di piccole avventure sulle Alpi, per Ethnologies è arrivato il momento di un nuovo e avventuroso viaggio oltre confine.

E' dall'inizio dell'anno che pensiamo alla meta estiva, per trovare un posto che possa emozionarci attraverso la cultura e i paesaggi così come è stato lo scorso anno in Nepal. La scelta è stata difficile, ed alla fine è ricaduta su un Paese totalmente differente. Volevamo schivare tutta l'umidità e l'acqua dello scorso anno, ma godere di un Paese che avesse un po' di tutto: montagne, deserto, oceano, canyon e savana... Quest'anno ethnologies vola in Namibia, la Svizzera d'Africa.

Un piccolo 4x4, cartine alla mano, macchine fotografiche (ovviamente) super cariche e tanta voglia di conoscere e scoprire: è tutto pronto!

Il tour che a lungo abbiamo programmato seguirà questo percorso:

Day Loc. Partenza Loc. Arrivo
13/08/13 ITALIA NAMIBIA
14/08/13 Windhoek Windhoek
15/08/13 Windhoek Keetmasnshoop
16/08/13 Keetmasnshoop Fish river
17/08/13 Fish river Luderiz
18/08/13 Luderiz Sossusvlei
19/08/13 Sossusvlei Sossusvlei
20/08/13 Sossusvlei Solitaire
21/08/13 Solitaire Spitzkoppe
22/08/13 Spitzkoppe Skeleton Coast
23/08/13 Skeleton Coast Etosha
24/08/13 Etosha Etosha
25/08/13 Etosha Okonjima
26/08/13 Okonjima Windhoek
27/08/13 NAMIBIA ITALIA

Un programma molto intenso con lunghe tratte tra una città e l'altra, ma in questo modo dovremmo essere in grado di poter assaggiare quasi ogni angolo del paese.

Cercheremo di tenervi aggiornati quando avremo accesso al web, con qualche preview degli scatti fotografici e del backstage del documentario che intendiamo realizzare.

Si, quest'anno, oltre alle foto ci siamo attrezzati per realizzare anche una produzione video che racconterà la nostra avventura con un taglio ancora tutto da scoprire.

Grazie alla collaborazione con Shootools e SaggiaMente.com caricheremo nella piccola Dahiatsu Terios, oltre alla solita attrezzatura, anche uno splendido Slider motorizzato per realizzare (si spera) dei timelapse delle viste mozzafiato che la Namibia sa regalare.

Insomma non viaggeremo molto leggeri perché ci portiamo appresso ben tre corpi macchina con obietti che spaziano dai 14mm fino ai 300mm, per riuscire a cogliere sia l'immensità del deserto che la bellezza della fauna.

Insomma, quest'anno, ancora più dello scorso, abbiamo le carte in regola per realizzare un ottimo reportage! Speriamo che proceda tutto per il meglio e che l'ispirazione sia dalla nostra parte così da potervi regalare immagini uniche di un magnifico paradiso terrestre.

Continuate a seguirci (#NamibiaOnTheRoad) e supportarci, vi terremo aggiornati!

I popoli dell'Himalaya by G. Meroni

Perché si decide di intraprendere un viaggio?

Forse si vuole scappare dalla realtà, da noi stessi o dagli altri. O semplicemente si viaggia per conoscere e vivere esperienze indimenticabili. Da ormai molti anni scegliamo mete inusuali e poco conosciute, per poter scoprire le tradizioni di quelle terre rimaste immutate nel tempo. 

Quest’anno abbiamo scelto di affrontare, ma non di sfidare, le grandi montagne della catena Himalayana.

Un anziana signora per le strade di Baktapur

Per molti viaggiatori il Nepal è un paradiso in terra. Incuneato fra la catena dell’Himalaya e la giungla delle pianure indiane, è la terra dello yak e dello yeti, dei monasteri e del mantra, delle cime del mondo e degli sherpa, dei templi e delle tigri, delle magie e del mistero. Da sempre il Nepal esercita un fascino quasi mistico su ogni amante delle montagne: il numero di escursionisti e alpinisti, desiderosi di cimentarsi con le vette più alte al mondo e di percorrere i sentieri, prima conosciuti solo dagli autoctoni, aumentano ogni anno.

Come capita spesso con le più belle avventure, anche questo viaggio è iniziato per caso. Scegli una meta, forse un po’ inconsciamente e ti trovi a partire con lo zaino in spalla.

Una svolta a sinistra, una ripida salita e siamo nel centro di Kathmandu, la capitale del Nepal, che decide di darci il benvenuto con uno dei suoi frequenti blackout. Lonley Planet in mano e iniziamo a esplorare i luoghi più famosi della città. Entrare a Durbar Square, la piazza dei templi, è come entrare in una porta attraverso la quale si esce dalla realtà che tutti conosciamo per penetrare in un’altra inesplorata realtà dove sedersi e guardare il mondo che ti passa davanti. Ciò che ci colpisce non sono tanto le piazze, le sculture o gli intagli nel legno che la guida ci propina ma la gente che popola le strade, il loro modo di vivere la quotidianità e non possiamo fare a meno di catturare i loro sguardi.

Anziane signore per le strade di Kathmandu

Uno degli sguardi che più ci ha lasciati basiti, non è uno sguardo di felicità, né di speranza né di gioia, come la maggior parte delle espressioni qui in Nepal, ma è uno sguardo triste di una giovane fanciulla che si affaccia da una piccola finestra scolpita nel legno: è la Kumari.

Il nostro viaggio in Nepal ha però uno scopo ben preciso: rimanere a bocca aperta davanti agli imponenti 8000 metri. E così partiamo, alla volta di Pokhara, una piccola cittadina sorta su un lago ai piedi delle montagne, da cui partono tutti i trekking per l’area dell’Annapurna.

Ci siamo. Decisamente emozionati, come fosse il primo giorno di scuola, zaino in spalla, racchette in mano e iniziamo a camminare, iniziamo il nostro viaggio, la nostra avventura verso l'Himalaya e verso gli 8000 metri accompagnati da Karma, la nostra guida e uno sherpa, Chhitti. Seppur felici, lo sconforto è sempre dietro l’angolo: il monsone non tarda a farci conoscere la sua forza, i gradini da fare sono 6.586 e le sanguisughe iniziano a segnare il loro territorio. Tutto questo è ben presto dimenticato quando la mattina dopo apri gli occhi e continui a strofinarli perché la natura è talmente mozzafiato che sembra ancora di sognare: Annapurna South, Hinciuli, Annapurna III e Macchapucchare qui, davanti ai nostri occhi, che sembra stiano bucando il cielo, condito con un’ottima colazione a base di Gurung Bread, il pane tibetano.

La nostra prima alba in compagnia degli 8000m

Il trekking prosegue per giorni tra una pioggia monsonica e uno spiraglio di sole, incrociando tutte le etnie che popolano questi pendii. Le varie razze, che s’incontrano durante il trekking, hanno mantenuto le proprie tradizioni e i propri costumi ma tutte hanno in comune una cosa: dei grandi occhi scuri pieni di speranza. 

Dal Lago di Pokhara fino all’Annapurna Base Camp, ogni persona che si incontra, sia esso uno sherpa, che sta andando ad allestire un campo per una spedizione, od un Gurung o un Thakali, che porta grosse ceste pieni di viveri verso la cima, regala a ogni viaggiatore un sorriso di gioia. I Nepalesi sono tra le persone più amichevoli e incredibili che si possano mai incontrare: dotati di una forza fisica stupefacente, possiedono uno spirito sorprendete e un’ospitalità indimenticabile. E’ proprio questa a farla da padrona ogni volta che ci si ferma in un villaggio: tutti offrono pane tipico e tazze di te caldo, per alleggerire le fatiche della camminata. 

Il lago di Pokhara

Una volta superati i 3000 metri i villaggi si fanno sempre più radi .La bellezza del popolo lascia spazio allo stupore che regala la catena dell’Annapurna: le montagne che ogni viaggiatore desidera vedere almeno una volta nella vita, contornate dal solo rumore del fiume e dal fruscio delle bandiere della preghiera. 

Siamo entrati in quello che chiamano il santuario, siamo al Macchapucchare Base Camp, e non perdiamo tempo per fare amicizia con il ragazzo che vive qui, un ragazzo che ha 24 anni, come noi. Chiacchierare una sera con lui ci ha fatto rendere conto di quanto noi siamo fortunati e come si può essere felici anche con poco. Se passate da qui, fate come abbiamo fatto noi: cercate una vostra foto tessera e appendetela sul muro <<I was here>> insieme a quella di altre centinaia di persone provenienti da tutto il mondo! 

Bandiere della preghiera nel Santuario dell'Annapurna

È l’ultima fatica. Poche ore e siamo all’ABC, Annapurna Base Camp. un po’ tristi perché il cielo è tutto nuovoloso raggiungiamo il nostro obiettivo con un sorriso che nessuno avrebbe potuto toglierci. Il viaggio è stato completamente ripagato dalla stellata che madre natura ci regala: la via lattea che si estende dal Macchapucchare alla South Annapurna. Con il naso all’insù ci perdiamo tra le stelle inconsci che l’indomani mattina avremmo avuto lo spettacolo più grande di sempre davanti a noi. Guardare il mondo dal suo tetto, dalla catena dell’Himalaya è un esperienza che tutti prima o poi dovrebbero fare. Hinculi, South Annapurna, Annapurna 1, Singaculi, Ten Peak, Glacier Dom, Gangapurna, Annapurna 3 , Gandarbaculi ed infine Macchapucchare intorno a noi che piano piano vengono illuminati dal sole. Grandi, imponenti come solo la catena dell’Himalaya sa essere, quelle montagne tanto sognate che ora sembra quasi di riuscire a toccarle con un dito. E poi ti volti e vedi il sole spuntare dal Macchappucchare che inizia pian piano ad illuminare il viso e poi il corpo ci scalda anche un po’! e la felicietà che ci fa abbracciare con la nostra guida e il nostro sherpa, perché quella era un alba che si vede solo a Novembre, non ad agosto!

L'alba dall'Annapurna Base Camp (ABC) 4300m

Molti escursionisti sono andati per la prima volta in Nepal per le sue montagne ma dicono di volerci tornare per la sua gente.

Incontrare un folle - Ueli Steck by Matteo Maggioni

Per chi di voi non conosce Ueli Steck, forse la pagina di Wikipedia può bastare... ma che voi sappiate chi sia o meno, potreste benissimo chiedervi perchè gli dedichiamo un post su un blog di fotografia.

Per prima cosa incontrare Ueli, per noi è stato un momento davvero emozionante :) Da appassionati della montagna, non potevamo che essere eccitati dallo stringere la mano ad uno dei più chiacchierati climber, o meglio alpinisti del momento. Vederlo scalare, allenarsi, ma anche solo ridere alle sue battute sul suo "modo" di vivere le salite, è stato di vera ispirazione.

In secondo luogo, l'incontro con Ueli ha portato, dal lato fotografia, non solo ottimi spunti per nuove possibili avventure, ma con il backstage dei suoi video, ci ha mostrato come sono stati realizzati gli incredibili filmati che lo riprendono mentre si cimenta in vere e proprie corse verticali. 

Non possiamo quindi che ringraziare Sport Specialist di Bevera che ha organizzato questa grande serata e ci ha dato la possibilità di fare qualche scatto con Steck, ma anche con il grande Simone Moro!

P.S. Perdonateci le nostre facce, vinte dall'emozione del momento, promettiamo di non caricare più foto così brutte :P

La storia di una foto: #1 La mendicante di Kathmandu by Matteo Maggioni

Iniziamo con questa fotografia il racconto di ciò che sta dietro i nostri scatti, immagini che  ci hanno lasciato un segno, che ci hanno fatto emozionare e che ancora sono capaci di farci rivivere quella splendida avventura che è stato il nostro viaggio "Annapurna - discovering Nepal".

La mendicante di Kathmandu

Siamo da poche ore approdati a Kathmandu, il traffico selvaggio, la polvere e lo smog ci accolgono a braccia aperte. Questo spettacolare coesistere di realtà diverse non può che liberare appieno la nostra voglia di immortalare ogni attimo, portare a casa il sapore di questa città. Gli odori, i rumori sono qualcosa di unico, introvabile nel nostro così lontano occidente. 

Ci aggiriamo per la capitale con ancora ben stampato sul volto la faccia da turista sconvolto e scioccato. Un conto è vedere un luogo nei documentari in tivù, un altro è esserci immerso e farsi travolgere dalla sua quotidianità.

È aggirandoci per le vie principali che incontriamo i personaggi più strani, da chi trasporta sulla propria schiena ogni genere di cosa, a chi cerca di vendere verdure in cambio di poche rupie. Le nostre macchine fotografiche scattano impazzite, elettrizzate da questa moltitudine di soggetti...ci facciamo totalmente sopraffare da una esagerata possibilità di catturare scene di vita incredibilmente reali. Splendide fotografie, colori incedibili ma il meglio deve ancora venire. Ci stiamo ancora "scaldando" quando i miei occhi si posano su una situazione non molto distante da una realtà che esiste anche nel nostro occidente: una anziana signora che chiede l'elemosina. Nulla di incredibile. Se ti aggiri per una qualsiasi metropoli troverai situazioni altrettanto identiche. Che cosa mi spinge a soffermarmi su questo soggetto? Perché questa donna rappresenta una situazione tanto diversa? 

Sarà stato l'asfalfo sporco e malconcio, la gente che scorre veloce affianco, la sua sagoma che taglia di netto la mia inquadratura e porta la mia attenzione sul suo magrissimo braccio rugoso, teso al cielo.

I suoi vestiti malconci, i piedi scalzi e neri, il volto segnato da molte sofferenze, la mano socchiusa segno di una scarsa fiducia di raccogliere qualche moneta, sono solo alcune dei primi dettagli che mi affascinano.

Ciò che mi sconvolge di più, però, è proprio quel braccio teso, come ad unire la donna che giace sdraiata al suolo, con le persone che le passano accanto. Il paradosso è che queste persone non sembrano tanto più benestanti di lei.

Kathmandu è una città ricca di diverse etnie, un coacervo di razze e popoli che mescolati accuratamente vivono fianco a fianco in quella che sembra una vera e propria metropoli in guerra. Le case distrutte alternano nuove palazzine, il rumore delle autovetture si unisce a quello dei motori diesel che alimentano i negozi. I cavi della corrente che scorrono ad altezza uomo accompagnano il viaggiatore lungo le strade.

E sono proprio queste strade che ci hanno regalato emozioni incredibili che speriamo di riuscire a trasmettere a chi, con occhio attento e cuore aperto, cerca di vedere qualcosa in più nelle nostre immagini.

 


Continua la lettura del diario di viaggio "Annapurna - discovering Nepal" su Explore Culture!

Come spesso capita con le più belle avventure della vita, anche questo viaggio è cominciato per caso. Scegli una meta, forse un po’ inconsciamente e ti ritrovi a partire con uno zaino in spalla a fare cose che non avresti mai immaginato di essere in grado di fare. Ignari di tutto siamo qui in trepida attesa di salire sul volo Milano – Delhi con una voglia irrefrenabile di vivere il mondo e arrivare in Nepal...

Grigna 2410m - Via Invernale by Matteo Maggioni

Un’antica leggenda narra che un tempo la Grigna era una crudele guerriera che fece uccidere da una sentinella un valoroso cavaliere venuto a manifestare il suo amore per lei. Dio si arrabbiò così tanto che trasformò la guerriera e la sua sentinella in montagne, nacquero così la Grigna e la Grignetta. Eppure, il fascino di questa temibile guerriera è ancora oggi irresistibile e anche noi abbiamo deciso di farci ammaliare dal suo mozzafiato abito invernale.  [Testo © exploreculture.it]

 

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Discovering Nepal by G. Meroni

Dopo il diario del trekking "Annapurna - Discovering Nepal", presentiamo un libro fotografico con i migliori momenti e le più forti emozioni che abbiamo vissuto in questo viaggio.

Pagina d'introduzione del Fotolibro "DIscovering Nepal"

Il libro vuole riflettere sul concetto della fotografia, che ai giorni nostri è sempre più alla portata di tutti. Oggi sembra che tutti amino fotografare e farsi fotografare, con una reflex al collo o una compatta in tasca. C'è chi fotografa per divertimento, chi si fa un autoscatto, e chi vuole ricordare un momento. C'è chi fotografa per lavoro, chi per hobby e chi solamente perché va di moda. I motivi per cui si decide di fotografare potrebbero essere infiniti ma tutti questi hanno una cosa in comune. Si scatta per immortalare un momento che vivrà per sempre. Si scatta per bloccare un momento, per fermare il tempo e immortalarlo su un foglio di carta.

Fotografare non è così semplice. Non basta guardare nell'obiettivo e poi fare click. Bisogna lasciare libero il cuore, aprire la mente e ascoltarli, per un attimo, e capire cosa ci stanno dicendo. È dentro quell'emozione che poi possiamo fare click. Nelle fotografie di viaggio serve qualcosa in più. La difficoltà più grande che si affronta nel fotografare un luogo o un popolo lontano da noi, sta nel riuscire a raccontare con poche immagini chi sono, come vivono e cosa provano. Le persone sono la linfa di un paese e grazie ai loro gesti quotidiani, i loro colori, le loro espressioni e le loro rughe si può davvero avvicinarsi a loro e al loro paese. Ognuno di noi, in un viaggio, vorrebbe poter catturare la miriade di situazioni umane che gli si pongono davanti, portare a casa tutte quelle splendide immagini di soggetti che esprimono splendidamente la cultura e le caratteristiche di luogo.

Purtroppo si deve scegliere cosa fotografare, e la scelta non può che ricadere su quelle situazioni di vita ricche di sentimenti per collezionare i vari pezzi di un enorme puzzle che è il mondo. Proprio in un mondo in cui siamo sommersi da informazioni, immagini, suoni, fermarsi un istante ad osservare alcuni significativi scorci di ciò che ci circonda è un privilegio che spesso dimentichiamo di assaporare. Il nostro intento è fissare su queste poche pagine il volto di questo paese, per far rivivere la miriade di emozioni che questo popolo ha saputo donarci.

La fotografia è un’arte che scrive con le immagini un momento che non ritornerà mai più.


Dove acquistare il libro

Il libro "Discovering Nepal - emozioni ad alta quota" è disponibile per l'acquisto mediante lo store Blurb.com

Potrete acquistare e farvi spedire comodamente a casa questo magnifico fotolibro, stampato sull'ottima carta ProLine che Blurb mette a disposizione.

La copertina rigida, le bellissime immagini stampate a piena pagina, le generose dimensioni del libro (33 x 28cm), fanno vivere appieno allo spettatore le emozioni che abbiamo avuto la fortuna di racchiudere in queste pagine.

Diario del trekking: "Annapurna sanctuary" by Matteo Maggioni

Diario del trekking "Annapurna sanctuary". Quattro ragazzi che affrontano un viaggio in Nepal, camminando sugli impervi sentieri che conducono all'ABC. Un viaggio indimenticabile, ricco di emozioni, immagini e colori unici raccontato con le fotografie e le parole dei protagonisti.

Una delle prime pagine del diario "Annapurna - Discovering Nepal"

Una delle prime pagine del diario "Annapurna - Discovering Nepal"